Il concordato preventivo biennale potrebbe diventare più conveniente per i contribuenti.
Le Commissioni Finanze di Camera e Senato hanno infatti proposto alcune modifiche al decreto legislativo correttivo “Omnibus”, con l’obiettivo di incentivare sia il rinnovo dell’adesione sia le nuove adesioni al concordato.
Più vantaggi per chi rinnova il concordato
Le novità riguardano i contribuenti che, concluso il primo biennio 2024-2025, intendono aderire nuovamente al concordato per il periodo 2026-2027.
Tra le principali misure proposte figurano:
- rafforzamento dei benefici premiali, con innalzamento delle soglie di esonero dal visto di conformità;
- anticipazione dei termini di decadenza dell’attività di accertamento;
- eliminazione di alcune cause di blocco o cessazione del concordato in specifiche situazioni societarie;
- eliminazione delle maggiorazioni sugli acconti;
- possibilità di rateizzare saldo e acconto senza interessi.
Compagine sociale: regole meno rigide
Una delle modifiche più rilevanti riguarda le società di persone e le associazioni professionali.
La proposta prevede che l’ingresso di nuovi soci non determini automaticamente la cessazione del concordato quando questi abbiano conseguito, nell’anno precedente, un reddito non superiore a 35.000 euro.
Maggiore spazio al ravvedimento operoso
Per le nuove adesioni viene prevista la possibilità di correggere errori od omissioni mediante dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso.
La regolarizzazione consentirebbe di rideterminare i valori concordati, evitando che errori formali comportino automaticamente la perdita dei benefici.
Parallelamente viene proposta una revisione delle cause di decadenza del concordato, con una disciplina più proporzionata e orientata a favorire la regolarizzazione spontanea del contribuente.
Ravvedimento speciale esteso anche al 2023
Tra le novità più attese figura anche l’estensione del ravvedimento speciale al periodo d’imposta 2023 per i contribuenti che rinnoveranno il concordato per il biennio 2026-2027.
Attualmente il ravvedimento speciale riguarda i periodi d’imposta dal 2018 al 2022; la modifica consentirebbe quindi di includere anche il 2023.
Le novità sono ancora in fase di approvazione
Le misure illustrate derivano dalle osservazioni formulate dalle Commissioni Finanze durante l’esame del decreto correttivo Omnibus.
Per diventare operative dovranno essere recepite nel testo definitivo del provvedimento, atteso per l’approvazione conclusiva del Consiglio dei Ministri.