Concordato preventivo biennale: nuovi incentivi per chi rinnova

Nuovi vantaggi potrebbero arrivare per le Partite IVA che decidono di rinnovare il concordato preventivo biennale (CPB) con il Fisco.
Nell’ambito del decreto Omnibus correttivo della riforma fiscale è infatti allo studio un pacchetto di misure destinato a rendere più conveniente la prosecuzione del concordato dopo la conclusione del primo biennio.

Esonero dal visto di conformità fino a 100mila euro
Uno degli incentivi più rilevanti riguarda le compensazioni dei crediti fiscali. Per chi rinnova il concordato si valuta l’esonero dal visto di conformità per compensare crediti fino a 100.000 euro per l’IVA e fino a 70.000 euro per imposte dirette e IRAP.

Per i rimborsi IVA, invece, l’esonero dal visto di conformità o dalla garanzia potrebbe arrivare fino a 100.000 euro.

Controlli fiscali: termini ridotti di due anni
Tra i possibili “premi fedeltà” figura anche una riduzione dei termini entro i quali il Fisco può effettuare gli accertamenti.

La proposta prevede un taglio di due anni dei termini di accertamento, riconoscendo così un ulteriore vantaggio ai contribuenti che scelgono di rinnovare il concordato.

Rateizzazione senza interessi
Un’altra misura allo studio riguarda i versamenti derivanti dalle dichiarazioni dei redditi. Per chi rinnova il CPB potrebbe essere previsto lo stop agli interessi sulle somme versate a rate.

Possibile ritorno del ravvedimento speciale
Il Parlamento potrebbe inoltre chiedere al Governo di riproporre il ravvedimento speciale collegato al concordato, consentendo di regolarizzare alcune annualità precedenti a condizioni agevolate.

L’introduzione della misura appare tuttavia più incerta, soprattutto per la necessità di reperire le relative risorse finanziarie.

Adesione al concordato entro il 2 novembre 2026
Il termine per esercitare l’opzione di adesione al concordato è fissato al 31 ottobre 2026 e, per effetto del calendario, slitta al 2 novembre 2026.

Novità anche per il Tax Control Framework
Il decreto Omnibus potrebbe prevedere anche la proroga al 31 dicembre 2026 della certificazione del Tax Control Framework per le imprese che hanno richiesto di entrare nel regime di adempimento collaborativo nel 2024 e nel 2025.

Per i rischi fiscali pregressi, il testo trasmesso in Parlamento prevede inoltre la possibilità di regolarizzare le posizioni pagando le imposte dovute in un massimo di 20 rate trimestrali.

Possibili sanzioni più leggere per gli errori Pos
È allo studio anche una revisione delle sanzioni per gli errori meno gravi relativi al collegamento obbligatorio tra Pos e registratori telematici, con l’obiettivo di rendere il sistema sanzionatorio più proporzionato.

Misure ancora da confermare
Le misure descritte non sono ancora definitive e dovranno essere recepite nel testo finale del decreto Omnibus.

Per le Partite IVA interessate al rinnovo sarà quindi opportuno seguire l’iter del provvedimento prima di valutare concretamente la convenienza dell’adesione.

Fonte:
Il Sole 24 Ore – Norme & Tributi Plus, 28 luglio 2026 – “Partite Iva, spuntano i premi per chi rinnova il concordato”.

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