È stato adottato il nuovo modulo TFR3, lo strumento attraverso il quale i lavoratori dipendenti del settore privato interessati dalle nuove regole possono comunicare le proprie scelte sulla destinazione del Trattamento di Fine Rapporto.
Il modello dà attuazione alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 in materia di previdenza complementare e, in particolare, al nuovo meccanismo di adesione automatica previsto per le nuove assunzioni. Il decreto interministeriale che istituisce il TFR3 è stato adottato il 4 settembre 2026.
A chi si applicano le nuove regole
La nuova disciplina è operativa dal 1° luglio 2026 e interessa i lavoratori dipendenti del settore privato assunti a partire da tale data, secondo le differenti situazioni previste dalla normativa. Per i lavoratori alla prima assunzione, con esclusione dei lavoratori domestici, entra in gioco il nuovo meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare.
Anche per chi ha già avuto precedenti rapporti di lavoro, il datore deve acquisire le informazioni necessarie sulla posizione previdenziale e sulle eventuali scelte già effettuate.
60 giorni per effettuare la scelta
Il lavoratore interessato ha 60 giorni dalla data di assunzione per esercitare le facoltà previste dalla normativa sulla destinazione del TFR.
A seconda della propria situazione, attraverso il TFR3 può indicare la destinazione del TFR e, nei casi consentiti, scegliere una forma pensionistica complementare differente oppure esercitare le altre opzioni previste dalla disciplina.
Cosa succede se il lavoratore non sceglie
In assenza di una scelta nei termini previsti opera il nuovo meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare.
In linea generale, il TFR e la contribuzione prevista vengono indirizzati verso la forma pensionistica individuata sulla base degli accordi o dei contratti collettivi applicabili.
Cosa contiene il nuovo TFR3
Il modulo consente di individuare la situazione del lavoratore e raccoglie l’attestazione relativa alle informazioni ricevute dal datore di lavoro. Il lavoratore deve indicare se si trova alla prima assunzione oppure se ha già avuto precedenti rapporti di lavoro. Nel secondo caso devono essere fornite anche le informazioni relative all’eventuale adesione già esistente a una forma di previdenza complementare alimentata dal TFR.
Nuovi adempimenti anche per i datori di lavoro
Al momento della nuova assunzione, il datore di lavoro deve fornire al lavoratore le informazioni previste in materia di previdenza complementare e acquisire gli elementi necessari per individuare correttamente la sua situazione. Una volta compilato il TFR3, il datore deve conservare la dichiarazione e rilasciarne copia al lavoratore.
In caso di adesione automatica deve inoltre effettuare gli adempimenti nei confronti della forma pensionistica di destinazione e procedere ai relativi versamenti secondo le tempistiche previste.
Il TFR3 è disponibile anche in formato digitale
Il decreto contempla anche l’utilizzo del TFR3 in formato digitale, compilabile online e, secondo le modalità previste, notificabile al datore di lavoro.
Nessuna scadenza unica: attenzione ai 60 giorni
Non esiste una data unica entro cui tutti i lavoratori devono compilare il nuovo TFR3. La scadenza deve essere verificata rispetto alla data di assunzione del singolo lavoratore: per i lavoratori soggetti alla nuova disciplina il termine di riferimento è di 60 giorni dall’assunzione.
Per le aziende diventa quindi importante gestire correttamente l’informativa e le scelte del lavoratore fin dall’inizio del rapporto di lavoro.
Lo Studio è a disposizione per assistere aziende e datori di lavoro nella gestione del nuovo modulo TFR3 e dei relativi adempimenti in materia di previdenza complementare.
Fonti: Eutekne, 9 settembre 2026; Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Decreto interministeriale 4 settembre 2026; COVIP.